Che cosa sappiamo sull’autismo? Si tratta di un disturbo riconosciuto nel 1943 dallo Psichiatra Kanner. Lo specialista prese in esame 10 bambini, ne valutò attentamente il comportamento e...
postato da mimmo16 il 27/11/2017
Categoria: Medicina e Salute - tags: autismo torino
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Che cosa sappiamo sull’autismo?

Si tratta di un disturbo riconosciuto nel 1943 dallo Psichiatra Kanner. Lo specialista prese in esame 10 bambini, ne valutò attentamente il comportamento e definì le caratteristiche sintomatologiche dell’autismo.  

Iniziamo con il dire che è più corretto considerare l’autismo come una sindrome, piuttosto che come una malattia. Da una malattia si guarisce, dall’autismo no. La sindrome dello spettro autistico è parte integrante dell’essenza di una persona, riguarda qualsiasi aspetto della sua vita, dall’inizio alla fine.

Non esiste una sintomatologia univoca per tutti, ogni persona affetta da autismo è unica ed irripetibile. Esistono infinite combinazioni di tale sindrome: ci sono bambini che presentano un quoziente intellettivo sopra la norma, ed altri che invece non riescono neanche a pronunciare la parola mamma.

Quali sono le cause dell'autismo?

Non è facile diagnosticarle. Esistono degli strumenti di valutazione che permettono di rilevare alcuni fattori tipici della sindrome. È possibile osservare i primi segnali di autismo nei bambini dai 0 ai 3 anni (ad esempio il ripetersi convulsivo di alcuni gesti, oppure la visione laterale).

 Ad oggi non è possibile affermare con certezza le reali cause della sindrome dello spettro autistico. Secondo i risultati di alcune ricerche, molto dipenderebbe dalla combinazione di alcuni fattori genetici, in particolar modo, dalla disposizione di 7 geni, che determinerebbero una maggiore predisposizione del soggetto a questa sindrome.

In alcuni casi è stato dimostrato, anche, che una forte infezione potrebbe diventare una possibile causa esterna del disturbo.

Purtroppo queste sono solo supposizioni. L’ampiezza dello spettro con cui si manifesta il disturbo, è talmente ampia che stabilire una diagnosi definitiva è difficilissimo. Intanto si prosegue con gli studi, fiduciosi nella ricerca.

Si guarisce dall’autismo?

Purtroppo non è possibile curare questo disturbo. C’è però la possibilità di migliorare le facoltà e le potenzialità intellettive e fisiche del paziente, in modo tale che possa affrontare in modo più semplice e facile le difficoltà quotidiane.A Torino per esempio è nato un interessante progetto per il sostegno agli adulti affetti da autismo.

Come stimolare un bambino autistico?

Prima di tutto è bene essere costanti nel ripetere determinate azioni: ad esempio è determinante la serialità dell’apprendimento.

 I bambini che soffrono di autismo hanno una profonda percezione sensoriale. Il loro cervello tende a percepire tutti gli stimoli (udito, gusto, olfatto, vista) contemporaneamente, generando un forte senso di confusione, per questo motivo è molto importante la sequenzialità delle cose. Al contrario, dando più segnali contemporaneamente si rischia di mandare in tilt il cervello del paziente autistico.  

È bene parlare lentamente, in modo tale che il paziente possa apprendere bene le diverse informazioni ed elaborarle in modo funzionale. Quindi esprimere un concetto alla volta ed aspettare la reazione o la risposta del bambino, può essere il comportamento giusto da adottare.

 Un’altra cosa da fare è rendere l’ambiente, in cui vive il paziente autistico, il più tranquillo e il meno caotico possibile, sempre per il fatto che troppe cose, troppi suoni, troppi colori, tutti insieme, potrebbero essere motivo di disturbo per il bimbo autistico. A volte i suoni che maggiormente preferiscono sono: la musica classica, la musica soft, le melodie stile new age, perché sono, appunto, ripetitive e cadenzate.

Lo sport e l’autismo

Lo sport di per sé è un ottimo strumento riabilitativo e terapeutico per tutti, in particolar modo per le persone con una particolare disabilità di tipo intellettivo o relazionale.

L’esercizio sportivo, soprattutto quando diventa competitivo, permette di acquisire una maggiore consapevolezza dei propri limiti psicofisici.

Nel caso specifico dell’autismo lo sport si è dimostrato uno strumento ottimo e straordinario, per favorire le relazioni e le interazioni con il mondo esterno. L’attività sportiva ha degli ottimi benefici sui più piccoli che sui più grandi, perché entrambi hanno un forte bisogno di muoversi, molto più accentuato rispetto agli altri bambini. Hanno bisogno di correre, di saltare, di scaricare le proprie tensioni. Di solito gli sport maggiormente consigliati per i pazienti autistici sono: il nuoto e l’atletica.

 

Spesso è difficile convivere con questa realtà. Avere un figlio che soffre di autismo può essere fonte di grande dolore per un genitore. Ma i bambini sono tutti uguali, siamo noi adulti, con i nostri preconcetti a vederli diversi. Ognuno di noi ha un proprio modo di esprimersi con il mondo esterno. E anche i bambini autistici hanno il loro modo. Il nostro compito è solo quello di conoscere questa realtà, che ci fa così paura. È un mondo straordinariamente bello e trovare la strada giusta per entrarci significa essere fortunati!

Spesso non servono le parole per comunicare, basta uno sguardo ed un pizzico di sensibilità in più!

Fonte: http://www.emilionlus.it/