ai sensi della legge di stabilità n. 183/11 c’è il rischio dell’estinzione se dal 01 gennaio 2012 non si da comunicazione dell’interesse nella causa

Attenti ai processi civili in Cassazione ed Appello

giovanni d'agata

Non solo processi penali a rischio ma le pillole amare per i cittadini riguardano anche quelli civili. Basta non essere attenti e si corre il pericolo che la propria causa possa essere estinta automaticamente.

Con una comunicazione del 22 novembre scorso, infatti, la Corte di Cassazione ha comunicato agli avvocati il proprio adeguamento alla legge 183/11, cosiddetta legge di stabilità (nella parte relativa a “Misure straordinarie per la riduzione del contenzioso civile pendente davanti alla Corte di cassazione e alle corti di appello”), secondo la quale i processi civili relativi ai provvedimenti impugnati antecedentemente al 04 luglio 2009,  ossia prima dell’entrata in vigore della legge 69/2009 di riforma del processo civile, potranno essere dichiarati estinti a partire dal 01 gennaio 2012 se le udienze non verranno fissate a seguito di dichiarazione scritta da parte di almeno una delle parti interessate mediante attestazione di «persistenza dell’interesse alla trattazione» della causa, sottoscritta personalmente dalla parte e autenticata dal difensore (anche mandatario).

Per quanto concerne le cause in appello, sono soggetti alla stretta quelle «pendenti da oltre due anni a far tempo dal primo gennaio 2012» (quindi dal 31 dicembre 2010).

Per procedere a tali adempimenti vi saranno due possibilità: mediante deposito in cancelleria della dichiarazione o a mezzo posta mediante invio dell’originale.

Secondo l’articolo 26 della suddetta legge di stabilità, se nessuna delle parti procederà con tale incombente, la causa verrà dichiarata estinta poiché le impugnazioni si intenderanno rinunciate qualora, nel termine perentorio di sei mesi dal ricevimento dell’avviso di cancelleria, nessuno degli interessati confermasse il suo interesse ad andare avanti «con istanza sottoscritta personalmente dalla parte che ha sottoscritto il mandato».

Dopo aver avuto notizia dei rischi che corrono i cittadini che aspettano di vedersi fatta giustizia per cause che durano nella gran parte dei casi da anni, Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti" rivolge un invito a tutti i difensori ed alle parti interessate per cause introdotte innanzi alle Corti d’Appello ed alla Cassazione rispettivamente prima del 31 dicembre 2010 e del 04 luglio 2009 a prestare la massima attenzione e ad effettuare le comunicazioni richieste onde evitare questo rischio.