La terapia migliore contro l’ansia panico deve essere incentrata sul presente e non certo ancorarsi al passato.

I problemi degli attacchi panico sono numerosi ma spesso è necessario un’azione determinante da parte del paziente. Non basta solo tentare di limitare e confinare il problema ma è necessario anche curarsi. Senza la collaborazione del paziente l’ansia panico tende a degenerare e a compromettere la serena vita famigliare

Attacchi panico sono delle condizioni che devono essere superate con molto coraggio e con l’aiuto di esperti. E’ sufficiente parlarne ed affidarsi ad uno specialista anche se bisogna avere una grande forza di volontà senza degenerare.

La cura pratica e concreta esiste e non va ostacolata. La finalità della cura è quella di cercare di procurarsi un risultato positivo e quindi portare a destinazione la propria soluzione, ovvero l’eliminazione dei problemi con situazioni psicologicamente rilevanti e concrete. Tra gli obiettivi tipici di queste cure che vogliono ottenere un risultato ampiamente confirmatorio di una buona riuscita e che mirano ad affrontare l’ansia panico è quello di ridurre il numero dei sintomi della depressione, ovvero la stessa eliminazione degli attacchi e della eventuale fobia che ne può derivare. E poi è obbligatorio oseremmo dire se non almeno necessario attenuare e contenere il più possibile il comportamento negativo che insorge nella persona vittima.

Un comportamento che alle volte diventa addirittura una patologia aggiuntiva, e non sono secondarie tra le cause da eliminare e quindi tra gli obiettivi della terapia comportamentale anche una correzione dell’alimentazione. Un altro fondamentale obiettivo della cura è quello di letteralmente mettere il paziente in mezzo alla gente e in tutte le situazioni possibili, insomma occorre evitare l’isolamento sociale sotto tutti i punti di vista e in ogni contesto. E non consideriamo certamente il social network. E’ importante stare in mezzo alla gente se si vuole contenere l’ansia panico. Anche la battuta di sfuggita in attesa di attraversare la strada fa molto. E aiuta.

E il passato? Come far rientrare il passato nella cura dell’attacchi panico? E certamente i ricordi non sono da trascurare e si mettono ampiamente in fila tra le cause di alcune ossessioni che non si riescono a superare. Naturalmente il passato è fondamentale, è importante ricordarlo e raccontarlo come si fa con i sogni, e permette di capire come sia potuto svilupparsi il problema di panico che ha il paziente, anche se non basta solamente il riportare alla mente l’evento originario scatenante. Non è uno strumento terapeutico il passato del paziente ma certamente diventa una risorsa che va utilizzata ed aiuta a trovare una strategia che possa rimetterlo in moto e che possa liberarlo da questo problema che oseremmo chiamare quasi invalidante.

La terapia migliore contro l’ansia panico deve essere incentrata sul presente e non certo ancorarsi al passato. E’ importante uscire dalla trappola piuttosto che tentare continuamente di capire come mai ci si è finiti dentro e questo è il problema che più urgentemente merita di essere superato, combattuto e sconfitto.

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Fonte: http://www.attacchiansia.com/ansia/attaccodipanicosintomi.html