La maggior parte degli asset digitali in questo fine 2019 attraversa una fase bearish. Eppure l’interesse da parte delle autorità governative di vari paesi e degli investitori professionali è in...
postato da Paige_Net il 30/12/2019
Categoria: Economia - tags: asset digitali + criptovalute + investimenti + stablecoin
crypto

La maggior parte degli asset digitali in questo fine 2019 attraversa una fase bearish. Eppure l’interesse da parte delle autorità governative di vari paesi e degli investitori professionali è in forte trend positivo. Non passa giorno senza che esca qualche dichiarazione ufficiale con oggetto stablecoin e criptovalute da parte di banche, aziende o Stati.

Nelle news la prova della febbre per gli asset digitali

L’iniziale forte ostilità verso gli asset digitali da parte di governi e banche di pochissimi anni fa sta lasciando il passo a un interesse positivo crescente. Gli esempi abbondano. Per accertarsene basta consultare le rassegne stampa degli ultimi mesi.

La Cina avrà prestissimo la sua stablecoin. La Svizzera ha le sue banche specializzate in criptovalute –attualmente 2- in fase di espansione. Christine Lagarde, attuale presidentessa della BCE, ha dichiarato che prende atto della forte domanda di stablecoin che non si può più ignorare, pena il sorpasso da parte delle nazioni che invece si stanno muovendo concretamente in tal senso. La Francia sta svolgendo test in tal senso. Il Giappone incoraggia l’utilizzo delle valute digitali.

Moltissimi istituti di credito si stanno aggiornando per rispondere alle richieste di asset digitali da parte dei propri clienti. ING, il colosso bancario olandese, sta implementando una tecnologia proprietaria per custodire criptovalute. Un altro gigante finanziario, lo spagnolo Santander, ha emesso a settembre un’obbligazione su blockchain Ethereum e – in qualità d’investitore – l’ha riscattata questa settimana.

Per non parlare del florido mercato dei derivati agganciati alle criptovalute, soprattutto al Bitcoin. I futures su BTC quotati e regolamentati delle 2 principali borse americane, il Nyse e il CBOE, muovono somme sempre più imponenti. In Europa Wisdom Tree, importante attore del settore ETP, ne ha appena lanciato uno a replica sul Bitcoin, scambiato sull’elvetica SIX.

Sono tutte notizie recenti. E ce ne sarebbero molte altre. Curiosamente, l’andamento negativo del crypto mercato farebbe prevedere un interesse calante, non crescente. Come si conciliano questi 2 dati divergenti?

Perché (quasi) tutti guardano alle valute digitali

All’origine di questa dirompente popolarità degli asset digitali esistono 2 ragioni.

La prima è il fatto che le criptovalute non si possono più ignorare. Pur nel suo profondo rosso, il crypto mercato nel suo complesso ha una capitalizzazione di circa 200 miliardi di dollari. Troppi, per lasciare indifferenti governi e istituti finanziari. Anche perché gli investitori non mollano: dopo lo scoppio della bolla del Bitcoin di fine 2017, non è seguito il tramonto previsto.

Quindi se le valute fiat si convertono in asset digitali, conviene seguire la corrente e lucrare. In tal senso s’innesca com’è logico un andamento a spirale. Se un certo numero di attori istituzionali abbraccia la fintech e le valute digitali, per gli altri diventa sempre meno conveniente rimanere a guardare. Per fare un esempio, la Cina, con la sua dichiarazione dell’imminente lancio della sua valuta digitale, sta dando un impulso fortissimo all’adozione delle stablecoin da parte di altri paesi.

Il secondo motivo risiede nelle caratteristiche peculiari di token e blockchain. Già alcuni anni fa, mentre fioccavano le dichiarazioni ufficiali sull’impatto negativo degli asset digitali, le banche le stavano segretamente studiando per valutarne il potenziale sfruttamento. Uno degli esempi più brillanti sono Ripple – in realtà un DLT e non una blockchain – e la sua criptovaluta, XRP. Utilizzarle significa, per gli istituti di credito, realizzare movimentazioni transfrontaliere di capitali efficienti ed economiche come non lo erano mai state.

In conclusione, gli asset digitali sembrano già saldamente insediati nella finanza del futuro.

Fonte: https://criptovalute247.it/asset-digitali-forte-crescita-dinteresse-delle-istituzioni/