E’ un’erba medicinale della famiglia delle Asteraceae, ghiandolosa, perenne, a fusto eretto e mediamente robusto, alta 20 – 60 cm, dai grandi capolini di colore giallo aranciato con...

ARNICA MONTANA

postato da masfunaro il 28/09/2010
Categoria: Medicina - tags: arnica montana + dermatite da contatto + omeopatia + vitiligine
Arnica montana è un fiore molto simile alla margherita ma di colore giallo

E’ un’erba medicinale della famiglia delle Asteraceae, ghiandolosa, perenne, a fusto eretto e mediamente robusto, alta 20 – 60 cm, dai grandi capolini di colore giallo aranciato con caratteristici petali “spettinati” e dal gradevole odore aromatico.
Gli estratti della pianta vengono spesso utilizzati in fitoterapia ed in omeopatia.
Nella fitoterapia, l’Arnica è utilizzata per i dolori articolari e per le contusioni, ma solo ad uso esterno per via della sua tossicità se ingerita.
L’impiego omeopatico della pianta è molto più ampio. L’arnica montana è uno dei farmaci sperimentati da Hanhemann ed è racchiuso nella “Materia Medica Pura” (una sorta di prontuario farmaceutico dove l’autore ha raccolto tutti i rimedi da lui sperimentati ed utilizzati nella cura delle malattie acute).
Un importante effetto di Arnica montana, dimostrato anche da studi sperimentali, è quello antinfiammatorio. Infatti essa è in grado di inibire il rilascio di citochine infiammatorie (IL-1 TNFalfa).
Per poter meglio comprendere gli usi omeopatici del rimedio, è importante conoscere la tossicologia della pianta.

L’intossicazione da Arnica Montana è responsabile dei seguenti sintomi:

  • tachicardia
  • aumento degli atti respiratori
  • cefalea
  • vertigini
  • a volte allucinazioni
  • sonno agitato
  • vomito
  • diarrea
  • nausea
  • bruciore gastrico
  • aumento della diuresi

Altro importane effeto della pianta è la dermatite da contatto caratteristica che ha in comune con le altre Compositae. L’inalazione, inoltre,  delle polveri di arnica produce starnuti e aumento delle secrezioni nasali.

Dal quadro tossicologico e dai dati sperimentali si estrapolano tutti i possibili usi clinici della sostanza.

L’utilizzo  che è a tutti noto dell’Arnica è quello sui dolori dell’apparato muscoloscheletrico. Hanhemann definisce in modo molto preciso l’uso dell’arnica. Il dolore che egli descrive  è  di tipo contusivo e/o lacerante, per cui può essere utile in tutte quelle situazioni che presentano questa tipologia di dolore (es. estrazioni dentarie, traumi e ferite causate da oggetti smussi, dislocazioni articolari e fratture osse). Una condizione patologica che esordisce con dolori osteoarticolari e muscolari di tipo contusivo è la sindrome influenzale. La patologia influenzale ha tutto un corteo sintomatologico che in parte richiama anche altri sintomi causati da Arnica Montana, e cioè tachicardia, aumento degli atti respiratori, febbre, irrequietazza ed insonnia, cefale. Un altro uso clinico dell’arnica è la dermatite da contatto, indipendentemente dalla causa determinante.

Alcune ricerche hanno messo in evidenza, nella composizione chimica della pianta delle sostanze che bloccano la sintesi della melanina (la melanina è il pigmento che da la colorazione più o meno scura della pelle). Una patologia naturale in cui si manifesta un ridotta o assente produzione di melanina è la vitiligine. L’arnica potrebbe qundi, per similitudine , trovare un utile impiego in questa patologia.