La Galleria Arteincornice ( nuova sede) di Torino accoglie le opere di una intera vita, dell’artista Ibrahim Kodra, un omaggio, il giusto ricordo, attraverso le  opere, di un grande del post...

ANTOLOGICA DI IBRAHIM KODRA di Claudio Alessandri

postato da claudio alessandri il 13/06/2011
Categoria: Cultura e Società - tags: cultura

La Galleria Arteincornice ( nuova sede) di Torino accoglie le opere di una intera vita, dell’artista Ibrahim Kodra, un omaggio, il giusto ricordo, attraverso le  opere, di un grande del post cubismo, il giusto riconoscimento all’artista, ma anche all’uomo che, secondo il mio parere, non è stato mai riconosciuto nel suo vero valore.

Ho avuto la grande fortuna di conoscere Kodra, non solo durante le numerose personali ospitate in tutto il mondo, ma anche nei momenti di riflessione nella quiete di giardini ombrosi nei quali raccoglievamo le sue considerazioni sull’arte, in generale, e sulla sua in particolare. In quei momenti preziosi, nella difesa della propria ritrosia di narrare di se, si apriva uno spiraglio dal quale uscivano immagini toccanti, poetiche e avventurose della sua vita di albanese giunto in Italia, non sulla nave dei disperati, ma grazia a una “borsa di studio”, ottenuta nel suo Paese, che era stata la causa, l’inizio e la fine, della sua avventura d’artista e di uomo.

Fin da bambino da prova di capacità artistiche notevoli, la sua bravura nel disegno venne notata e venne inviato alla corte di re Zogu, qui riceverà i primi rudimenti artistici, vinta la “borsa di Studio”, attraversò quel mare Adriatico che era stato al centro dei suoi pensieri di libertà e ispirazione. Giunto a Milano si iscrisse all’Accademia di Bella Arti di Brera, segue i corsi di Carpi, poi Carrà, si interessa anche alla scultura sotto la guida del famoso scultore Messina.

Inevitabilmente Kodra, come molti artisti del suo tempo, entra a fare parte dei gruppi più importanti, animati da idee artistiche, filosofiche e politiche, le più varie. Ricordo “oltre Guernica”, nel 1945 e poi “linea” nel 1947. Inizia una attività espositiva intensa che lo condurrà in veri Paesi del mondo.

L’espressione artistica di Ibrahim Kodra, dopo avere conosciuto Picasso, rimase sempre legata, anche se con diverso pensiero, al maestro spagnolo, ma i dipinti, le sculture in marmo e vari metalli, del maestro albanese, percorreranno strade diverse, il cubismo rimarrà sempre alla base della sua espressione artistica, ma in uno stile e forme del tutto originali. Non abbandonò mai la doppia dimensione per esprimere, con i suoi personaggi, la violenza di una guerra, o il “quasi” figurativo dei paesaggi marini immersi nella quiete di paesini marinari abbarbicati a scogliere scoscese che finiranno per tuffarsi nel blu del mare, un mare diverso da quello conosciuto in gioventù, adesso è il mare della Costiera Amalfitana, oppure quello siciliano che conobbe e amò profondamente nei lunghi soggiorni palermitani.

Sia nelle grandi che nelle medie dimensioni del supporto è racchiuso tutto il mondo visivo di Kodra e non solo quello. Il maestro, di carattere mite, nascondeva nei lunghi silenzi o nelle conversazioni di poche parole, il suo desiderio di affetto, quel sentimento che cercò lungamente e trovò nei colleghi pittori, ma essenzialmente dai collezionisti che amano la sua pittura e, ancora oggi, amano il suo ricordo, quell’uomo non alto, che si immergeva nella folla indossando dei vestiti di foggia approssimativa e i famosissimi mocassini bianchi e verdi di improbabile moda comune. Lo ricordo con infinito affetto quando, intento a eseguire un disegno, si isolava dai rumori circostanti, accanto al foglio da disegno non mancava mai una bottiglia di cognac, ma io non lo vidi mai ubriaco, lavorava instancabilmente e quello era il suo carburante.

Le opere di Kodra figurano presso tutti i musei del mondo, compreso quello Vaticano e adornano le pareti di innumerevoli collezionisti, forse i soli che lo hanno amato senza secondi fini, commossi da quella pittura e da quell’artista dall’aria svagata, immersa in chissà quali pensieri.

La vita avventurosa e splendida d’artista, ebbe termine il 7 febbraio 2006 a Milano, la città che lo accolse giovanissimo ma che, tranne negli ambienti artistici, non gli dedicò mai un po’ di attenzione, algida per natura e per sentimenti, fu la città di Kodra che opacizzò con la nebbia, proprio lui nato al sole d’Albania e che amò quello consolatore del meridione d’Italia.

 

La mostra si è inaugurata l’11 giugno alle ore 18 ed è visitabile fino all’1.7.2011 presso la Galleria Arteincornice, corso Casale 186 Torino.

Orari: 9-13 e 15-19, chiuso festivi e lunedì mattina. Ingresso libero.

 

Claudio Alessandri