Si scopre che antibiotici tipo il Bactrim sono spesso prescritti senza preoccuparsi di verificare il fatto che la combinazione con altri farmaci possa portare alla morte.

Antibiotico ampiamente prescritto per decenni ha pericolosi effetti collaterali che possono uccidere

giovanni d'agata

Si sente spesso dire che i farmaci utilizzati da più tempo sono sufficientemente sicuri.  Dopo tutto, se innumerevoli persone gli hanno assunti per molti anni, i medici avrebbero dovuto conoscere da tempo la loro pericolosità.

Purtroppo, queste considerazioni sono un mito da sfatare per diverse ragioni, rimarca Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”. 

In primo luogo, perché spesso sono richiesti decenni per dimostrare i collegamenti tra l'uso di un farmaco e lo sviluppo di altre malattie.  Inoltre, gli effetti collaterali possono essere ignorati, spesso archiviati come "tutti nella testa del paziente", o la colpa della malattia è stata nella prescrizione del farmaco individuato per il trattamento.  Tutto ciò, invece di riconoscere che la condizione di peggioramento di un paziente, compresa la morte, può essere causata dallo stesso trattamento, cioè proprio in conseguenza del farmaco utilizzato.

Un drammatico esempio di quest'ultimo caso è stato appena rivelato in uno studio pubblicato sul Canadian Medical Association Journal (CMAJ). 

L'antibiotico trimetoprim-sulfametossazolo (venduto come Septra, Bactrim, nonché in forme generiche) è stato ampiamente utilizzato dal 1968 – ma solo ora gli scienziati hanno ritenuto necessario l’introduzione di avvertimenti per cui il farmaco può causare gravi reazioni avverse e persino mortali.

Il Trimetoprim-sulfametossazolo è uno degli antibiotici più comunemente prescritti per le infezioni del tratto urinario (UTI) nel mondo.

Inoltre, il trimetoprim-sulfametossazolo è stato prescritto per curare lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) ed altre infezioni batteriche, incluse le infezioni alle orecchie, bronchiti, diarrea del viaggiatore e polmonite.

Secondo alcuni ricercatori degli Istituti canadesi di ricerca per la sicurezza ed efficacia dei farmaci del Disciplinary Cross-Training Program, anche se il trimetoprim-sulfametossazolo ha numerosi vantaggi, in particolare nella cura dei pazienti con HIV e di Staphylococcus aureus resistente alla meticillina, ad esso è associata una grande tossicità.

In particolare gli effetti collaterali dovuti a reazioni tossiche coinvolgerebbero in primo luogo i reni con conseguenze pericolose per la vita. Inoltre, l'antibiotico potrebbe causare eccessivi livelli di potassio (iperkaliemia), che possono disturbare il normale ritmo cardiaco sino a portare alla morte, e abbassare il livello di glucosio nel sangue (ipoglicemia).  Il farmaco sarebbe particolarmente pericoloso per le donne incinte e per le persone che hanno anemia (carenza di globuli rossi) causata da carenza di acido folico e peraltro sarebbe anche collegato a danni al fegato.

Nel loro studio, il dottor Ho e il dottor Juurlink dell’Istituto canadese hanno sottolineato che il trimetoprim-sulfametossazolo attraversa facilmente la barriera sangue-cervello, causando una moltitudine di sintomi neurologici.  Curiosamente, questi problemi sono stati riportati solo in pochissimi casi clinici mentre sono state condotte poche ricerche in materia. Tuttavia, secondo gli scienziati canadesi al farmaco sarebbero legati anche problemi al cervello comprendenti delirio, tremori e disturbi dell'andatura.

Un altro recente studio pubblicato sul British Medical Journal, dimostrerebbe che gli anziani sono particolarmente a rischio quando assumono il trimetoprim-sulfametossazolo se utilizzato contestualmente ad un farmaco prescritto per curare l'insufficienza cardiaca, noto come spironolattone.

Il motivo?  Si scopre che antibiotici tipo il Bactrim sono spesso prescritti senza preoccuparsi di verificare il fatto che la combinazione con altri farmaci possa portare alla morte.

Questo fatto porta ad una domanda non troppo azzardata.  Quanti anziani sono morti per arresto cardiaco a loro attribuito per insufficienza cardiaca o per l’età quando, in realtà, fu la conseguenza di una combinazione di farmaci quali il trimetoprim-sulfametossazolo e spironolattone?

Quindi, specie per i soggetti anziani, ma non solo, bisogna stare sempre attenti alle combinazioni mortali tra farmaci. È chiaro, però che è necessario sviluppare una maggiore consapevolezza sulle interazioni farmacologiche tra le categorie dei farmacisti e medici.

Nel caso in questione tale innalzamento del livello di attenzione è ancor più necessario per garantire che i rischi potenziali di iperkaliemia derivanti da questa combinazione di farmaci siano ridotti al minimo, con una scelta di antibiotici alternativi, se del caso, o da un attento monitoraggio dei pazienti trattati con entrambi i farmaci come hanno suggerito i ricercatori canadesi.