Angelo Titonel e il gioco dei birilli Al via una mostra a Siena    oggi, 03 settembre 2010   Venerdì 3 settembre sarà inaugurata una personale dell’artista Angelo Titonel, ospitata presso gli...

ANGELO TITONEL E IL GIOCO DEI BIRILLI - AL VIA UNA MOSTRA A SIENA - Claudio Alessandri

postato da claudio alessandri il 03/09/2010
Categoria: Cultura e Società - tags: cultura
IL GIOCO DEI BIRILLI

Angelo Titonel e il gioco dei birilli
Al via una mostra a Siena
 

 

oggi, 03 settembre 2010

 

Venerdì 3 settembre sarà inaugurata una personale dell’artista Angelo Titonel, ospitata presso gli antichi e caratteristici locali dei Magazzini del Sale che fanno parte del Palazzo Pubblico di Siena (Piazza del Campo).


La mostra si compone di circa sessanta opere, tutte dipinte negli ultimi trent’anni di attività del maestro. La mostra è stata curata da Marisa Vescovo che è anche autrice dell’introduzione in catalogo, la intitola: “Angelo Titonel, o della scrittura del corpo”.
Nella puntuale prosa della Vescovo, è evidente il senso profondo del titolo precedendo, ma non influenzando, la visione attenta delle numerose opere.


Il valore intimo delle opere non si estrinseca dalla evidente figurazione, ma dal suo contenuto interiore, estraneo alla materialità, ma profondamente intriso di spiritualità, di quel “qual cosa” che non possiede valore tattile, ma che comunica al fruitore delle opere sentimenti “alti”, opere che si offrono al pensiero in tutta semplicità e libertà, nulla di complesso, apparentemente, perché lo diviene nelle infinite forme volute dal subconscio di chi osserva e sull’immagine dipinta, crea la sua interpretazione, il suo irripetibile pensiero.


E’ bene, in ogni caso, non perdere di vista le varie opere, un numero consistente di esse riproducono delle mani, parti slegate dalla totalità corporea, rappresentando, da sole, essenzialità d’espressione in infinite movenze che possono essere muti messaggi, forme segrete di comunicazione, per avere un significato sacro o augurale come, ad esempio, le mani, in numero considerevole, impresse sulle pareti rocciose delle grotte che ospitarono i primi abitanti della Terra, da sottolineare che le silhouette delle mani non appartengono esclusivamente e solamente ad un luogo, ma compaiono in Europa, il Africa, in America, in definitiva in tutto il Pianeta, non può essere una semplice coincidenza, ma il ripetersi, probabilmente inconscio, di un rito misterico, un segno dedicatorio che anticipava con semplicità il nascere di sentimenti superiori, non disgiunti comunque dai bisogni primari di quei lontani nostri progenitori.


Marisa Vescovo sottolinea tra l’altro, il significato insito nel numero delle dita rappresentate, quattro o cinque, poco importa poiché in ogni caso si avvicina al numero quaternario dell’anima secondo la teoria junghiana, il quattro può anche riferirsi all’armonia quaternaria di Pitagora, e noi aggiungiamo che l’ottagono, quindi il numero otto, per la religione cattolica rappresentava la massima divinità.


Questo gruppo di opere è caratterizzato da titoli emblematici dei soggetti rappresentati: “I segni del tempo, Gli antipodi, Il gesto, La cattedrale” per citarne solo alcuni esplicitano i sentimenti più segreti dell’autore, ma non chiude la porta ad altre, libere, interpretazioni.


“I giochi dei birilli, La recita, Nascondersi ed altri ancora”, levano una accusa verso coloro che vorrebbero asservire l’umanità ad un unico, rigido volere, la fine del “pensiero libero”, della vita stessa. “Jet sulla casa del poeta, Madonna, Resurrezione ed altri dipinti, molto prossimi al segreto riposto nella “mano”, sono l’immagine denudata dell’anima, quindi l’emotività, i sentimenti segreti e mai rivelati, i pensieri liberi da condizionamenti e guidati dalla libera fantasia.


Tutto questo è il mondo di Titonel, esposto al suo sguardo indagatore, di avvertirlo fisicamente, la sua personale ed originale psicologia, in sostanza il suo rivelarsi nelle contraddizioni, nella logica e nei concetti avvertiti senza la lente deformante di un occhio miope, nella sua arte trova posto una visione limpida di una vita libera da pastoie ideologiche o da condizionamenti suggeriti da un massificante e sgradevole pensiero.


La mostra si inaugura venerdì 3 settembre 2010 alle ore 17, nei suggestivi ambienti degli Antichi Magazzini del Sale nel Palazzo Pubblico di Siena (Piazza del Campo 1) ed è visitabile fino al 13 ottobre 2010 dalle 10 alle 18 domenica compresa – ingresso libero.