La mostra, a cura della figlia Rosa, intende puntare i riflettori su un artista straordinario, che fu un “caso” nell’arte italiana degli anni Sessanta.

Alla Fondazione Grimaldi di Modica (RG) un'antologica dedicata a Francesco Giombarresi»

postato da inpress il 08/09/2011
Categoria: Cultura e Società - tags: arte contemporanea + francesco giombarresi + modica
locandina dell'evento

Modica (RG) - Si inaugura oggi alle ore 18,30 nella sede della Fondazione “Giovan Pietro Grimaldi” (Corso Umberto I, 106) l’antologica «Per non dimenticare Francesco Giombarresi», dedicata al “pittore contadino” scomparso nel 2007.

La mostra, a cura della figlia Rosa, intende puntare i riflettori su un artista straordinario. Ammirato anche da Sassu e da Guttuso, Francesco Giombarresi divenne un “caso” nell’arte italiana degli anni Sessanta.

Giombarresi nacque a Vittoria nel 1930, ma si trasferì giovanissimo nella vicina Comiso. Covò a lungo il fuoco dell’arte sotto le ceneri di una quotidianità dura e amara, fatta di stenti e di rabbia, «sacrificata, stancata, disavventurata, bastonata» come egli stesso amava dire, qual era quella del proletariato siciliano negli anni Cinquanta e Sessanta.

Pittore per vocazione, contadino per necessità, svolse lavori durissimi (bracciante agricolo, scaricatore di prodotti ortofrutticoli, operaio d’una compagnia petrolifera francese, boscaiolo nella Foresta Nera in Germania), sperimentò l’incomprensione spinta fino allo scherno e alla derisione per le sue opere che giunse per rabbia a bruciare o disperdere, prima d’essere consacrato artista.

Fu Leonardo Sciascia a fornire una chiave di lettura per quella sua pittura a prima vista naif, a comprendere come quei paesaggi, quei volti tra l’impaurito e l’attonito, i cespugli fioriti, i boschi ombrosi, i disegni e gli schizzi, riflettessero in forme espressionistiche il trauma dell’impatto di un «uomo sereno, puro nel cuore e nella mente, candidamente compreso della propria dignità» con la durezza della realtà.

«La sua pittura – scrisse Sciascia nel luglio 1969 sul “Corriere della Sera” - altro non è che una scrittura, la più autentica e coerente che sia riuscito a inventare contro i sistemi della rabbia e della contraddizione che da ogni parte lo assediano».

La mostra potrà essere visitata fino al 18 settembre, tutti i giorni dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16 alle 20 (domenica dalle ore 16 alle 20).

Info e contatti

Fondazione Giovan Pietro Grimaldi

Corso Umberto I, 106 - 97015 Modica (RG)

tel. 0932.757459 fax 0932.752415

info@fondazionegpgrimaldi.it