L’aunarofin un farmaco all’oro riesce a scovare l’HIV nel magazzino dove si annida

AIDS: importante scoperta.

giovanni  d'agata

L’aunarofin un farmaco all’oro riesce a scovare l’HIV nel magazzino dove si annida

 

La migliore cura contro l’AIDS è la prevenzione. E di questo la comunità scientifica internazionale è certa. Ma oggi, uno studio italiano apre un’importante strada per la cura della terribile malattia e che Giovanni D’Agata Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti  riporta per elogiare i ricercatori italiani che tra mille difficoltà riescono a riportare straordinari risultati di valore scientifico internazionale.

La nuova cura, pubblicata dalla rivista scientifica AIDS ed approntata da un equipe di cui il ricercatore italiano, Andrea Savarino, dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), è il principale autore, in particolare parte dall’utilizzo dell’auranofin, un composto contenente oro, utilizzato per il trattamento dell’artrite reumatoide.

Secondo la ricerca il farmaco in questione, riesce a “stanare” il virus dell’HIV anche quando è apparentemente nascosto ed assopito in quanto, come è noto, ha la capacità di nascondersi in una specie di "magazzino" virale al riparo da farmaci e anticorpi e quindi pressoché impossibilmente aggredibile dai farmaci retrovirali tant’è che appena le cure vengono sospese il virus si riattiva prepotentemente.

L’equipe internazionale che è composta oltreché dai ricercatori dell’ISS, dalla prof. Anna Teresa Palamara dell’Università di Roma "La Sapienza", dal gruppo del prof. Antonello Mai della stessa Università, dal Vaccine and Gene Therapy Institute della Florida, e la company Bioqual nel Maryland (USA), ha studiato le scimmie infettate con un virus analogo all’HIV che hanno risposto in maniera immediata alla sollecitazione a base del farmaco in questione.

V’è da specificare che i ricercatori impegnati in questo studio hanno chiarito la necessità di ulteriori approfondimenti sugli effetti del composto dapprima sulle scimmie e poi sull’uomo, visto che ancora non vi è stata alcun approccio di tal tipo e pertanto la stessa equipe ha sconsigliato agli ammalati di AIDS di provare sulla propria pelle il farmaco, magari andando a comprarlo attraverso il web.

Un importante passo avanti, dunque, ma rimane ancora tanto da fare per debellare questa piaga che coinvolge milioni di ammalati nel mondo, specie nei paesi in via di sviluppo e che potrà essere combattuta solo con il sostegno costante da parte dei governi, a partire da quello italiano, nei confronti della comunità scientifica impegnata in questa lotta ormai da oltre un quarto di secolo.