L’ameba causa dolorose infezioni a chi indossa sempre una singola lente

Acanthamoeba il parassita presente nell’acqua del rubinetto e delle piscine

giovanni d'agata

 

Gli scienziati dell'Università della Scozia occidentale hanno lanciato  un appello ad un uso più attento di questo importantissimo presidio che sono le lenti a contatto. Secondo i ricercatori i portatori di lenti a contatto sono a rischio di un parassita che è stato trovato nell’acqua del rubinetto e penetra  attraverso i bulbi oculari causando cecità,.

Il parassita denominato Acanthamoeba è stato trovato nella polvere, in mare e nelle docce e piscine, e milioni di persone sono a rischio in tutto il mondo, tra cui circa 2 milioni di portatori di lenti a contatto in Italia.

Il numero effettivo di infezioni è piccolo ma il trattamento è lungo, doloroso e non completamente efficace, vale a dire che alcuni Italiano restano cieci ogni anno.

Fiona Henriquez, dell'Università della Scozia occidentale, ha sottolineato che: “È un potenziale problema per chi indossaogni singola lente a contatto”.

Quando la lente è introdotta nell'occhio, si inizia a fare strada attraverso la cornea, lo strato esterno del bulbo oculare.

I sintomi sono il prurito agli occhi e lacrimazione, offuscamento della vista, sensibilità alla luce, gonfiore della palpebra superiore e estremo dolore.

Il trattamento comprende l’utilizzo di collirio inizialmente ogni 20 minuti, giorno e notte ed il ricovero ospedaliero fino a tre settimane. I casi più gravi consistono nel trapianti di cornea.

I consigli per evitare il parassita consistono nel mantenere sempre pulite le lenti e nel sostituirele in modo regolare.

La British Contact Lens Association raccomanda a chi indossa le lenti a contatto durante il nuoto, a meno che non si indossi gli occhiali o sotto la doccia gli occhi devono essere chiusi ermeticamente.

Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” ormai siamo di fronte ad un vero e proprio "esercito" di portatori di lenti a contatto, come conferma una recente indagine condotta da Nextplora per la Società Oftalmologica Italiana (SOI): dei circa due milioni di portatori di lenti a contatto correttive due terzi sono donne tra i 25 e i 34 anni, e più o meno lo stesso numero di portatori preferisce lenti quindicinali o addirittura mensili, che ovviamente necessitano di maggiori cure e attenzioni di quelle usa e getta giornaliere. Quattro su cinque non le curano come dovrebbero, andando incontro a problemi anche invalidanti e, qualche volta, irreversibili.

Troppa leggerezza e superficialità nelle norme igieniche necessarie per un corretto uso delle lenti a contatto. Soprattutto tra i più giovani, con grave rischio di andare incontro a gravi lesioni. Fino al trapianto della cornea. Quindi il nostro intervento è dettato dalla necessità di richiamare i più giovani ad un uso meno scorretto e disattento delle lenti a contatto: non lavarle con l'acqua corrente  ad esempio  e non farci il bagno al mare o la doccia, ricordarsi di non usarle di nuovo dopo averle tolte senza prima pulirle e mettersi gli occhiali al primo disturbo.